Fuori da un evidente destino - Diario di viaggio: 16 L’Arizona ci attende
Lasciata la casa, lasciate le valigie a Raquel e Joe e via verso nuove avventure. L’Arizona ci attende. Continue reading
Lasciata la casa, lasciate le valigie a Raquel e Joe e via verso nuove avventure. L’Arizona ci attende. Continue reading
Siamo partiti al mattino verso le 9.30 a.m. (notare la finezza!) verso il Gran Canyon. Lungo la strada ci siamo fermati in uno store dove ci siamo trovati di fronte un Jackalope impagliato, una grossa lepre con delle piccole corna ramificate sul davanti. Ci siamo sentiti molto ignoranti perché ignoravamo la sua esistenza.
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Girava un po’ sulle biglie quadre e siamo stati in casa tutto il giorno. La sera sono venuti Joe e Raquel a cena. Tonno Tataki e carbonara alla grande con fine a fragole caramellate e gelato di vaniglia. Il diavolo della cucina ha colpito ancora…
Breve giro al mattino. Raggiunta, prendendo la Butler Road, la Continental lungo la quale, dopo la Sinagua High School e il Sinagua Heigts c’è il Maureen Lake.
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Anche oggi niente di esagerato da dichiarare. Abbiamo fatto un giro nelle riserve, verso Ovest. Ci siamo spinti fino a Leupp, quattro case con un mercato fatto con tre coperte stese per terra sulla piazza davanti all’ufficio postale e relativo distributore della Mustang. Non ho avuto il coraggio di fotografare.
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Ciondolato per la città cercando di capirne lo spirito. Fatta la prima spesa in un supermercato dal quale abbiamo fatto molta fatica ad uscire, tanto era grande.
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Giornata dedicata alla più bieca nullafacenza, dopo aver trovato posto per i prossimi sette giorni in un appartamento delizioso tutto per noi con uso cucina (yuppieee per me) e la lavanderia (yuppieeeeee per Roberta).
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Partenza da Gallup con il ghiaccio sui vetri della macchina. Pagata la multa all’ufficio postale dove ho fatto la figura del deficiente perché non capivo niente. Criminale e scemo…
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Sveglia con il panorama della M. Valley davanti agli occhi. Un bel giro da urlo e poi via verso Kayenta e il Canyon DeChelly, altro spettacolo da senza fiato, una verde vallata in fondo alle rocce, completamente differente dal brullo della Monument Valley.
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Partenza da Moab dopo aver fatto una perfetta colazione con le amiche di un posto carino che si chiama Breakfast at Tiffany’s, che mi hanno in qualche modo aiutato a capire come pagare la multa.
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